Home Parrocchia Catechesi Carità Liturgia Battesimi Confessioni Cresime Matrimoni Funerali Segreteria Parrocchiale Parrocchia Prepositurale Collegiata  Diocesi di Milano - Zona Pastorale IV - Busto Arsizio (Va) Orari S.Messe Notiziario Settimanale Calendario 2017/18 Periodico Canto Novo Links Associazioni © Parrocchia Prepositurale Collegiata San Giovanni Battista Via Tettamanti 4 - 21052 Busto Arsizio (Va) - tel.0331.638232 - email: parroco@bustosgb.it
San Giovanni Battista patrono della città Una festa per costruire relazioni più vere verso il futuro Per non vivere da soli nella città La festa patronale mette in luce il valore della comunità cristiana come luogo in cui si vive una vita che conduce alla santità. Avere un patrono tra i Santi significa affermare un legame che va oltre la semplice comunione terrena per costruire una comunione spirituale più alta e duratura.  Infatti ogni cristiano non può vivere da solo la sua fede, ma deve sentirsi parte di una comunità nella comunione dei santi. Giovanni è “una voce che grida nel  deserto preparate la via del Signore”(GV 1,23). Preparare la via significa liberarci da una mentalità che non è secondo il vangelo, ma che segue esclusivamente una logica mondana fondata sulla ricchezza,  sull’immagine, sul successo facile, senza tener conto della verità e della giustizia. Le parole di Giovanni Battista Le parole di Giovanni Battista sono state sempre molto ferme e molto dure, lungo le rive del Giordano. Per noi sono parole che ci invitano ad un serio discernimento circa le nostre condizioni di vita, personali e sociali. Ci invitano a considerare  quale sia il senso vero del nostro vivere quotidiano, del nostro lavoro e delle  nostre relazioni. Sono parole che ci inducono a capire di quali cambiamenti e di quali conversioni noi abbiamo veramente bisogno Giovanni, profeta dell’Altissimo, ci aiuti ad avere uno sguardo di profezia sulla realtà della nostra vita personale e sui bisogni della nostra vita sociale, ci aiuti ad aprire nuove strade di fecondità e di pace. Chiediamo a Giovanni Battista che ci aiuti a fare una vera esperienza di Gesù, del suo modo di essere, di pensare e di agire. Giovanni ci aiuti a riconoscere Gesù quando passa nelle circostanze concrete della nostra  esistenza, quando ci parla attraverso gli avvenimenti di gioia e di dolore che attraversano la nostra vita. Farsi piccoli per accogliere Giovanni, come amico dello Sposo dice che Gesù “deve crescere, mentre lui invece deve diminuire” (Gv 3,30). Giovanni ci insegna che la via dell’umiltà e della gioia nascono nei cuori soltanto quando ci facciamo piccoli davanti al Signore che ci viene incontro. Lasciamo veramente spazio a Lui, lottando contro ogni forma di orgoglio e ogni presunzione. Di fronte a molte difficoltà ci sentiamo veramente piccoli e incapaci e invochiamo la grandezza di Dio. Le nostre parole sono deboli e i nostri pensieri sono fragili. Ci rimane un grande affidamento in Dio che guida la storia. Lo invochiamo nella fede e nella preghiera Di fronte alle nostre incapacità e alle nostre debolezze. Solo lui ci può salvare. Il gusto della comunità Oggi, l’esperienza religiosa rischia di essere molto individualista e il senso di appartenenza alla comunità diventa ancora più necessario e più urgente. Si tiene vivo il senso della parrocchia partecipando innanzitutto alle celebrazioni comuni, soprattutto quelle più importanti privilegiando una fede fraterna più che non una comodità o un’abitudine individuale. Si tiene vivo il senso della parrocchia ricercando in essa una formazione spirituale quotidiana e continua, mediante la catechesi e la  formazione, che guida i nostro modo di pensare e anima le nostre decisioni. Anche l’Eucaristia non è una cosa privata ma è espressione della fede di tutti per una più vera comunione dei santi. Si tiene vivo il senso della comunità, superando una semplice logica di gruppo o di associazione, e favorendo una azione comune, in cui si mettono in luce le proprie doti e i propri carismi. Giovanni Battista ha raccolto la gente lungo il Giordano per predicare la penitenza e la conversione:  la parrocchia possa essere il luogo in cui ciascuno di noi tiene vivo il senso della conversione del cuore e della vita mediante l’ascolto della Parola e l’esercizio del servizio e della carità. Dalla Parrocchia possiamo ricevere continuamente un aiuto a superando le pigrizie della vita e ad andare oltre la preoccupazione del proprio benessere individuale. La Parrocchia possa essere un luogo in cui si ricevono parole di consolazione, di perdono e di pace. Allora veramente una festa patronale incide nei cuori e accompagna gli anni della vita. don Severino Pagani